CONSACRAZIONE

CONSACRAZIONE

LA CONSACRAZIONE
Ci inoltriamo nella spiritualità Kolbiana e della consacrazione all’Immacolata riflettendo sul brano del Vangelo di Gv 19,25-27 “..Donna, ecco tuo figlio, Figlio, ecco tua Madre.”
Da qui partiva anche San Massimiliano, il quale ammirando il piano d’amore di Dio, si soffermava sul dono esuberante dell’amore di Dio, che è la Madre un dono che nasce dalla pura gratuità del cuore di Dio in Cristo. Ma lasciamo la parola a San Massimiliano: “ Chi ardirebbe supporre?… Che cosa avresti potuto darmi ancora, o Dio, dopo esserti già offerto a me in proprietà? …. Il tuo cuore, ardente di amore verso di me, ti ha suggerito ancora un altro dono; sì, un altro dono ancora! … tu ci hai comandato di diventare bambini, se vogliamo entrare nel regno dei cieli. Tu sai bene che un bambino ha bisogno di una madre. Tu stesso hai stabilito questa legge di amore. La tua bontà e la tua misericordia, perciò, hanno creato per noi una Madre, la personificazione della tua bontà e del tuo amore infinito, e dalla croce, sul Golgota, hai offerto Lei a noi e noi a Lei.”  (SK1145)

Giovanni accoglie Maria nella sua casa, tra le cose proprie, in tutto lo spazio della propria vita interiore. Questo dono riguarda anche noi oggi . Ogni discepolo del Signore, nel battesimo, insieme con i doni di Cristo riceve la consegna della Madre. In questo consiste la consacrazione a Maria nell’accoglienza del dono.
Accogliere Maria nella nostra vita vuol  dire accogliere e sperimentare in noi la sua maternità con piena consapevolezza ma anche la disponibilità a rendersi collaboratori della sua maternità verso ogni uomo. Questo è l’aspetto ricco ed originale del Padre Kolbe!

La M. I. è “ Far entrare Maria nei cuori”  perché eserciti la sua maternità spirituale.

NEL CUORE DELLA TRINITA’
Il dono della Madre l’affidamento a Maria, la nostra appartenenza a Lei è dono della Trinità. Il padre manifesta tutto il suo amore per noi nella Croce del Figlio. Lo Spirito rende vivo ed attuale il dono di Cristo morente. Quell’amore che il Padre ha manifestato in Cristo è offerto a noi dallo Spirito Santo, che rimane per sempre nella Chiesa.  Anche la maternità di Maria, quindi, ci è offerta dallo Spirito Santo. Come la sua maternità fisica è opera dello Spirito, così la sua maternità spirituale viene dallo Spirito Santo. La consacrazione a Maria ha come fine, come riferimento ultimo la Trinità, perché tutta la vita cristiana è in relazione alla Trinità.
San Massimiliano aveva molto a cuore questa dimensione trinitaria della consacrazione a Maria, perché tutto ciò che è avvenuto in Maria è opera della Santa Trinità.

La consacrazione a Maria non è, quindi , una devozione, un’ idea, ma una via di conformazione a Cristo. E’ camminare con Maria verso Cristo. Da questo nasce un impegno di vita: la comunione con Cristo e la conformazione a Lui fino al dono di sé, come ha fatto San Massimiliano. In lui ha trovato la realizzazione più impegnativa del Vangelo: l’amore ai nemici , soprattutto l’amore più grande: “Dare la vita per gli amici” (Gv 15,13), che è esattamente quello che Gesù ha fatto sulla Croce.

CON MARIA NELLA CHIESA
Come  Maria è Madre che genera verginalmente il Figlio di Dio, per opera dello Spirito, così la chiesa è madre che genera i figli di Dio per opera dello Spirito attraverso la predicazione e il battesimo. Il mistero che unisce Maria alla chiesa fa si che la nostra consacrazione a Maria, sia in definitiva, consacrazione alla chiesa. Nella spiritualità Kolbiana, non si dà consacrazione a Maria se non con riferimento alla chiesa, specialmente con riferimento alla missione della chiesa. Ciò che veramente è originale in san Massimiliano, rispetto ad altre forme di consacrazione a Maria nella chiesa è proprio la dimensione missionaria, universale. Egli fondò la M.I. nel 1917, quando era ancora un ragazzo, con pochi mezzi, ma con un grande ideale nel cuore. Ideale che gli si andò, man mano chiarendo: “Conquistare il mondo a Cristo per mezzo dell’Immacolata” “ Abbracciare tutto il globo terrestre … perché Maria possa estendere il proprio dominio nel cuore di tutti coloro che vivono in qualunque angolo della terra”(SK 1210).

Nel primo “foglietto” che san Massimiliano scrisse  per delineare le caratteristiche del futuro movimento della M.I., indica così lo scopo del suo Movimento : “Procurare che tutti gli uomini si convertano a Dio,siano essi peccatori o non cattolici o non credenti, in particolare i massoni; e che tutti diventino santi, sotto il patrocinio e per la mediazione della Vergine Immacolata”. (SK 21). A questo scopo S. Massimiliano indica come condizione essenziale la consacrazione all’Immacolata.

Chi si consacra all’Immacolata fa propria la missione della chiesa che è quella di annunciare il vangelo ad ogni uomo, fino agli estremi confini della terra, collaborando alla missione materna di Maria.  Questa collaborazione alla missione materna di Maria, può essere attuata con modalità diverse.

San Massimiliano ama indicare tre livelli di appartenenza e partecipazione alla M.I.:
Al 1° livello  (M.I. 1) appartengono quelli che pur non vivendo una vita associata ne vivono interiormente l’ideale.
Al 2° livello (M.I. 2) appartengono quelli che vivendo la spiritualità del movimento, si associano per attuarne gli scopi, per compiere insieme, la missione che Dio ha affidato al Movimento e che è la stessa missione di Maria.
Al 3° livello (M.I.3) appartengono coloro che vivono nella totale dedizione all’ideale e all’apostolato M.I., come succede ad esempio nelle Città dell’Immacolata, e come è proprio degli Istituti di ispirazione Kolbiana,delle missionarie, dei missionari, dei volontari dell’Immacolata. Queste diverse forme di adesione  al movimento, sono state confermate negli statuti della M.I., approvati nel 1997, quando la Milizia dell’Immacolata è stata riconosciuta come Associazione Pubblica di fedeli, Universale e Internazionale, vale a dire un’associazione nella quale la Chiesa si riconoscere e che agisce in nome e per mandato della Chiesa universale.

Accogliere la proposta di consacrazione significa, accogliere la proposta di vivere un’esperienza di chiesa, in una realtà ecclesiale che vive ancora oggi e che conta quattro milioni di persone nel mondo.

VIA ALLA SANTITA’ SULLO STILE DI MARIA.

Cosa significa vivere sullo stile di Maria?
Vivere una vita compromessa con il vangelo come lo è stata la sua, una vita per gli altri come lo è stato la sua, una vita nell’obbedienza a Dio e nel dono concreto ai fratelli.
San Massimiliano pone, fin da giovane, a fondamento della sua vita e della sua spiritualità il confronto con la Parola del Signore e interpreta la sua vita nel segno dell’obbedienza alla volontà di Dio.
Bisogna” lasciarsi  condurre” dall’Immacolata, poiché la sua volontà coincide con la volontà di Dio.
Anche noi, nel vivere con Maria siamo provocati a fare della Parola il nostro cibo quotidiano.
Nella nostra consacrazione a Maria il primo posto è alla Parola accolta, meditata e custodita nel cuore, perché poi possa informare le nostre scelte quotidiane.
Anche per noi come per Massimiliano l’obbedienza alla volontà del Padre è ciò che davvero vale.
Obbedienza che si manifesta nella sua Parola, nella Chiesa che ci annuncia la Parola, negli eventi della vita che si illuminano di senso alla luce della Parola.
La vita umana comporta sempre la sofferenza, che, vissuta con Maria ai piedi della Croce, diventa via di salvezza per noi e per tutti.
La fede così come la consacrazione all’Immacolata non ci difende dai pericoli della vita, ma ci dona l’opportunità di offrire tutto a Dio per mezzo di Maria: gioie, dolori, eventi lieti e momenti di sofferenza e di vivere così la consolazione di Dio per essere a nostra volta consolatori.  Come altro chiamare l’esperienza di Massimiliano nel bunker della fame se non esperienza di consolazione che lo ha reso capace di consolare e di condurre i suoi compagni a Dio?

CON MARIA VERSO LA MISSIONE
La missione è tutta questione d’amore: l’amore di Dio Padre che sogna la felicità di ogni sua creatura, rendendola partecipe della propria vita, e che per questo dona  suo Figlio. L’amore di Cristo che, fatto uomo per noi nel grembo di Maria, si lascia trafiggere il cuore sulla Croce per dissetare i nostri cuori aridi e duri con l’acqua viva del suo Spirito, con il suo corpo spezzato e il suo Sangue versato per noi.
L’amore umile di una giovane donna di Nazareth, che nell’abbandono della fede offre il proprio grembo e il proprio cuore a Dio perché nel tempo e nella storia Egli possa realizzare questo Disegno di salvezza e di amore.
Per un dono particolare di grazia, a Massimiliano è stato concesso di afferrare e accogliere con eccezionale lucidità il mistero e la missione di Maria nel progetto di Dio.
Per Massimiliano, Maria non è solo la creatura che Dio ha scelto come madre per entrare nel mondo: è l’Immacolata, la Donna nuova, l’umanità redenta, sognata da Dio. Ella è ancora oggi la Madre di Dio fatto uomo, chiamata a continuare a collaborare con lo Spirito Santo nel generare il Figlio nel cuore degli uomini.

San Massimiliano ha compreso che la forza della missione consiste nell’appartenere totalmente a Maria, nel rendersi simile a Lei, fino a diventare Lei stessa e per permettere allo Spirito Santo, protagonista principale della missione e operante in Lei e con Lei, di continuare a portare Cristo nel mondo, attraverso di noi che ci dichiariamo disponibili a rispondere “.. avvenga di me secondo la Tua Parola..”. Tutto questo si chiama consacrazione.

Massimiliano ha appreso da Gesù e da Maria che si è missionari solo quando e in quanto si è pronti, giorno per giorno, a mettere in gioco la propria vita, a spenderla, a consumarla, a donarla.

Per amore. Con amore. Come una madre.

A questo Massimiliano si è allenato per tutta la vita. Aveva compreso la logica di Gesù: “se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” (Gv 12, 24).

Lasciandosi condurre giorno per giorno da Maria, dallo Spirito Santo è diventata da subito sua regola di vita. E così è stato missionario e infine martire, cioè testimone della carità di Cristo.