La consacrazione all’Immacolata
Breve excursus storico sulla Consacrazione all’Immacolata
p. Raffaele Di Muro o.f.m.c.
Nella storia cristiana l’atteggiamento di dono fiducioso di sé a Maria è sempre stato presente, a cominciare dalla più antica preghiera mariana, il Sub tuum presidium refugimus (III sec.), dove l’idea del rifugio consiste nell’affidamento alla sua bontà materna.
Ildefonso di Toledo (VII sec.) ebbe il merito di diffondere la consacrazione a Maria e in particolare la piena dedizione al suo servizio.
Giovanni Damasceno (VIII sec.): “Anche noi oggi ti restiamo vicini,… consacrandoti mente, anima, corpo e tutto il nostro essere. Si tratta di un atteggiamento di fiducia e di totale offerta, che implica tutta la persona”.
I Servi di Maria sono nati nel XIII sec. con lo specifico: offerta totale di se stessi a Maria.
Tra i carmelitani (XIII sec.) la parola e il concetto di consacrazione ritornano frequentemente.
Giovanni Eudes (XVII sec.) con la formula “offro, dono e consacro” che ritorna nelle preghiere a Cristo e a Maria.
Antonio Maria Claret (XIX sec.) ripropone la consacrazione mariana ponendo le basi della consacrazione al Cuore Immacolato di Maria.
Il Montfort (XVII sec.) apre una nuova fase della storia della spiritualità mariana, orientando in maniera esplicita questa consacrazione a Cristo e a Dio solo. Nel Trattato della vera devozione a Maria presenta la consacrazione a Maria come il mezzo per una più perfetta donazione a Cristo: “consacrazione di se stessi a Gesù Cristo sapienza incarnata per le mani di Maria”.
Nel Novecento le espressioni nei confronti di Maria dicono un rapporto di identificazione con lei, soprattutto con Massimiliano Kolbe e Giovanni Paolo
Appartenere all’Immacolata cuore del cammino della M.I
(p.Raffaele Di Muro ofmc)
Appartenere a Maria rappresenta il cuore del cammino di chi fa parte della Milizia dell’Immacolata.
Essere dell’Immacolata pone nella condizione di sperimentare una missione molto importante: raggiungere i cuori dei fratelli più lontani dall’amore di Dio, per avvicinarli alla fonte della carità, attraverso la preziosissima mediazione della stessa Vergine.
Chi impara a conoscerla non può fare a meno di intraprendere un autentico cammino cristiano.
A tal proposito, così san Massimiliano si esprime nel Cavaliere dell’Immacolata in polacco nel maggio del 1932:
«Con l’atto di consacrazione noi ci siamo offerti all’Immacolata in proprietà assoluta. Senza dubbio Ella è lo strumento più perfetto nelle mani di Dio, mentre noi, da parte nostra, dobbiamo essere degli strumenti nelle Sue mani immacolate. Quando, perciò, debelleremo nel modo più rapido e più perfetto il male nel mondo intero? Quando ci lasceremo guidare da Lei nella maniera più perfetta. È questa la cosa più importante e unica. Ho detto: “unica”. Infatti, ognuno di noi deve preoccuparsi unicamente di armonizzare, di conformare, di fondere, per così dire, completamente la propria volontà con la Volontà dell’Immacolata, così come la Volontà di Lei è completamente unita alla Volontà di Dio, il Suo Cuore al Cuore del Suo Figlio Gesù» (SK 1160).
Chi appartiene a Maria ha lo scopo urgente di presentarla a tanti nostri fratelli
Ci aiutano ancora le parole di Kolbe, tratte dal Cavaliere polacco del gennaio de1 1924: «Il nostro scopo, perciò, è: Impegnarsi nell’opera di conversione dei peccatori, degli eretici, degli scismatici, ecc., ma soprattutto dei massoni, e nell’opera di santificazione di tutti, sotto la protezione e per la mediazione dell’Immacolata».
L’affidamento all’Immacolata rappresenta il vertice di un rapporto con la Vergine, rapporto che non è meramente devozionale, ma tocca in modo radicale il vissuto spirituale. L’amore per la Vergine non è un fatto teorico. Si tratta di esprimere la massima fiducia in lei e avere la certezza che il suo tenero sostegno e la sua guida benevola condurranno il credente al compimento della volontà dell’Altissimo.
Cosa dobbiamo fare noi Consacrati
p. Tarcisio Centis ofmc
Offrire all’Immacolata quello che siamo:
- il nostro spirito con le sue aspirazioni;
- la nostra mente con i pensieri, intuizioni, angosce e desideri,
- il nostro corpo con tutte le facoltà e sofferenze,
- il nostro cuore con gli affetti, sentimenti, capacità di amare e di donare
Offrire all’Immacolata quello che facciamo:
- ogni azione,
- ogni parola,
- ogni gesto,
- il lavoro.
Spesso ci sembrerà di non avere nulla da offrire a Maria perché sentiremo tutta la realtà dei nostri limiti umani e spirituali; l’incapacità di compiere il bene che vorremmo; il peso del nostro peccato…
ma è proprio questo che dobbiamo mettere nel cuore e nelle mani di Maria!
Lei prende tutto di noi, lo arricchisce dei suoi meriti e lo offre al Padre come fosse suo.
Maria presenta a Dio tutto ciò che è nostro: “L’atto di consacrazione non esige affatto che si abbandoni contemporaneamente il mondo, la famiglia e che si entri in un convento. No! Si può benissimo continuare ad occuparsi di tutti gli onesti affari nei quali si è impegnati, solo che ormai non siamo più soli ad offrire tali nostri affari quotidiani a Dio, ma è Lei, l’Immacolata, di cui siamo divenuti proprietà, che li presenta a Dio. Maria, poi, offre tutto questo non come fosse nostro, difettoso, pieno di imperfezioni, ma coma Sua proprietà personale, poiché noi, con tutto ciò che è nostro, apparteniamo a Lei. Di conseguenza, anche qualsiasi nostra occupazione appartiene a Lei. L’Immacolata, però, non può offrire a Dio alcunché di macchiato dal peccato. Ecco, allora, che nelle sue mani immacolate le nostre azioni imperfette divengono pure, senza macchia e, perciò, incomparabilmente più preziose”. (SK 1226)
“Tutti coloro che vengono in qualsiasi modo a contatto con te, attingano da tale incontro la serenità e la gioia dello spirito dell’Immacolata. Ella stessa ti insegnerà a farlo nelle singole circostanze” (SK 834).
Se tutto offriamo a lei, Lei ci prenderà in parola: allora non lamentiamoci quando ci chiede una mano… quando ci chiede un contributo di sofferenza! “Fratelli, vi esorto ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale. Non conformatevi alla mentalità di questo mondo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere ciò che è gradito a Dio” (Rm. 12,1-2).“Fratelli, quando vi sarà annunziata la mia morte, sappiate che siete per testamento i miei eredi. Finora tutti insieme abbiamo lavorato per l’Immacolata; quando io sarò morto, allora tocca a voi; a voi raccomando la sua Milizia. Dedicatevi alla sua causa senza restrizioni, senza limiti. Affrontate per essa ogni sacrificio, fino all’effusione del sangue, se occorrerà, e propagate la MI fino agli estremi confini della terra: perché è una causa santa!” (Kolbe Conferenza 20.04.1933).
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